Lisboa mon amour

Tejo river flows. To us Lisbon is a caleidoscopic city, many different faces sharing the same hills, facing the ocean but dreaming of a calm river. Yes, with saudade. Because times are changing, tourists invade the city, suburbs become trendy – see fascinating Marvila with its venues Fábrica Braço de Prata or Hub Criativo and Intendente where Casa Independente rocks, just to mention some – houses cost too much. But still. You can eat well with only 10 euros in a little café in Feira da Ladra on a saturday, with hundreds of people around for the traditional flea market.

Sabrina and Edoardo in Lisbon

And you can still enjoy the city authenticity getting lost in Alfama and Mouraria labyrinth during Saint Anthony days (12-13 june), when almost everybody – and we mean everybody – grills sardines in the streets and sings pop songs (chapeau to association Renovar a Mouraria for proposing reusable and sustainable glasses!).

Santo Antonio in Lisboa

Santo Antonio in Lisboa

Lisbon is a city full of contradictions. Sun and cold wind. Folcklore and speculation. Beautiful bobo districts and amazing popular ones.
Lisbon to us is Praça das Flores, a cozy net in São Bento surrounded by amazing design shops. It is also Marvila beautiful giant graffiti (see Kobra‘s art below), bright colours for a neighbourhood both difficoult and fascinating, industrial and creative.

Marvila graffiti

It’s Príncipe Real garden on a saturday morning, the organic market all around and children playing in the middle. It’s Belém pastéis de nata, you wonder how you’ll survive without for future breakfasts.

Pasteis de nata

It’s Praça do Rossio with the Teatro Nacional Dona Maria II dominating the space. It’s tram 28 daring scaring narrow streets. It’s Lisboa camping, a green oasis where take a break from the city. It’s Pessoa statue in front of A Brasileira café but also a live concert at LX Factory in Alcântara.

Edoardo Sabrina and Pessoa statue

It’s beautiful azulejos on the walls. And it’s that century-old olive tree in front of Casa dos Bicos where José Saramago ashes rest. Just below the last lines of his Memorial do Convento: “did not ascend to the stars, for it belonged to the earth“.

Lisboa

 

Il fiume Tago scorre. Per noi, Lisbona è una città caleidoscopica, con molti volti diversi che condividono le medesime colline fronte oceano. Sì, con saudade. Perché i tempi stanno cambiando, i turisti invadono la città, le periferie diventano trendy – come l’affascinante Marvila con i suoi punti nevralgici nella Fábrica Braço de Prata o nell’Hub CriativoIntendente dove Casa Independente rules, solo per citarne alcuni – le case costano troppo. Ma è ancora possibile mangiare bene con 10 euro in un piccolo caffè di Feira da Ladra il sabato, con centinaia di persone in giro per il tradizionale mercatino delle pulci. E si può ancora godere l’autenticità della città perdendosi nel labirinto di Alfama e Mouraria durante la festa di Sant’Antonio (12-13 giugno), quando quasi tutti – e intendiamo tutti – grigliano le sardine per le strade e cantano canzoni pop (un plauso all’associazione Renovar a Mouraria per la proposta di bicchieri riutilizzabili e sostenibili!)
Lisbona è una città piena di contraddizioni. Sole e vento freddo. Folcklore e speculazioni. Bellissimi quartieri bobo e fantastici quartieri popolari.
Lisbona per noi è Praça das Flores, un’accogliente piazzetta circondata da fantastici negozi di design. E ‘anche i graffiti giganti di Marvila (sopra un lavoro di Kobra), colori brillanti per un quartiere difficile e affascinante, industriale e creativo. È il giardino di Principe Real il sabato mattina, il mercato biologico tutto intorno e i bambini che giocano nel mezzo. Sono i pasteis de nata di Belém, ti chiedi come sopravviverai senza nelle prossime colazioni.
È Praça do Rossio col Teatro Nazionale che ne domina lo spazio. È il tram 28 che sfida le viuzze minuscole. È il campeggio Lisboa, un’oasi verde dove prendersi una pausa dalla città.  E’ la statua di Pessoa davanti al caffè A Brasileira ma anche un concertino dal vivo alla LX Factory nell’Alcântara.
Sono i meravigliosi azulejos sulle pareti. Ed è quell’ulivo centenario davanti Casa dos Bicos dove riposano le ceneri di José Saramago. Sotto  le parole che chiudono uno dei suoi capolavori, il Memoriale del Convento: “non ascese alle stelle, che apparteneva alla terra”. 

azulejos on walls

 

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