The other side of azulejos

Tardoz could literally mean the back side of the azulejo. That’s the name Isabel Colher chose for her atelier. She’s based in Marvila, Lisbon, since 2002. Beautiful view on Tejo river and sometimes goats just outside her office, as this vibrant neighborhood is still very rural.

azulejos

azulejos

Isabel tells us about some azulejos techniques. Can you feel the passion?!!

 

Tardoz letteralmente può significare retro di un azulejo. E’ questo il nome che Isabel Colher ha scelto per il suo atelier. Fa base a Marvila, Lisbona, dal 2002. Magnifica vista sul Tago e a volte delle capre di passaggio davanti l’ufficio, che questo quartiere ora di moda è ancora molto rurale.

Isabel ci racconta alcune tecniche di azulejos. La sentite la passione?!!

azulejos

 

*Trascrizione italiana
Sabrina: Ciao. Bello essere qui nel tuo atelier. Potresti raccontarci un po’ il tuo lavoro con gli azulejos, spiegando un po’ di cosa si tratta…
Isabel: qualcosina sugli azulejos… gli azulejos hanno iniziato a diffondersi in Portogallo nel XIV secolo, si tratta di una tradizione araba importata dalla Spagna. Nel Sud della Spagna li lavorano ancora con la medesima tecnica di quel tempo, mentre in Portogallo l’abbiamo poi modificata…
Sabrina: li avete fatti meglio 😉
Isabel: in realtà non so spiegarmi perché il Portogallo sono diventati così popolari. All’inizio erano i ricchi che potevano permetterseli; si decoravano le chiese o i palazzi… poi con il tempo si sono diffusi ovunque. Dopo il terremoto di Lisbona hanno rappresentato il modo più semplice ed economico per ricostruire la città; questo il motivo per cui li si trova ovunque a Lisbona, e quindi poi in Portogallo.
Qui io lavoro con le piastrelle e creo repliche per i palazzi e i vari luoghi dove l’originale dev’essere rimpiazzato o è assente.
Sabrina: Da quante tempo lo fai?
Isabel: Ho iniziato a ristrutturare piastrelle 25 anni fa, mentre da 6/7 anni mi sono specializzata nelle repliche per edifici che sono in ristrutturazione. Creo le repliche con la medesima tecnica, le medesime dimensioni e colori dell’originale, faccio del mio meglio per creare un pezzo identico, dipingo a mano. Un bel po’ di lavoro insomma
Sabrina: Ci puoi spiegare un po’ la tecnica originale?
Isabel: La tecnica più antica, importata dagli arabi, è quella a rilievo. Si chiama Aresta Viva e si tratta di una tecnica che serviva a tener separati colori diversi. Questa che vedete è una delle piastrelle più antiche. Aresta è di fatto la linea che divide i colori, che sono dati con degli smalti. Se non ci fosse gli smalti si fonderebbero insieme. All’epoca non si sapeva come separare i colori e si inventarono questo bordo, creando dei piccoli riquadri, in modo da poter dare qui il bianco, lì il giallo, il blu, etc.
Si, mostriamo anche quest’altra piastrella… Si tratta di una tecnica differente, ed è un privilegio avere qui questa piastrella, sempre in rilievo. Questa è una tipica piastrella dei palazzi del XVI secolo, quando piacevano decorazioni con piante e fiori, tipici del gusto dell’epoca. Questa moda scompare dopo il XVI secolo perché era molto costoso realizzare questo tipo di piastrelle.
Isabel: C’è qualcosa che vorrei dire… Se venite in Portogallo non comprate piastrelle antiche. Se andate al mercato delle pulci non compratele! Vengono rubate dai muri. Non compratele in alcun luogo comunque, quelle piastrelle dovrebbero stare sui muri. Se amate il Portogallo e questa tradizione, potete andare al Museo do Azulejos per ammirarle, il museo è molto bello. Potete acquistare delle meravigliose repliche, ma non acquistate le originali per favore, perché dovrebbero essere alle pareti e rappresentano il nostro patrimonio, e patrimonio mondiale che non va distrutto. Non compratele.

Palacio da Pena | Sintra

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